Mal di pancia

La pancia è la parte centrale del corpo dove i pensieri e le emozioni si fanno sentire quando non le riconosciamo o le viviamo in modo conflittuale (le famose farfalle nello stomaco, la stretta allo stomaco, i crampi, …).

L’intestino, tra contrazioni e rilasciamenti, cerca di stabilire una relazione armoniosa tra i pensieri e le emozioni, ma quando un pensiero o un’emozione non vengono “digeriti” è come se il corpo volesse eliminarli velocemente per liberarsene portando ai sintomi tipici della colite.

Che cos’è la colite?

Spesso chi soffre di mal di pancia dice di avere la colite. In realtà quelle che comunemente vengono così chiamate sono dei disturbi della pancia vaghi in cui c’è un cambiamento della funzione dell’intestino e non una modificazione della sua struttura. Per questo motivo si parla di sindrome di irritabilità dell’apparato digerente. L’origine di questa sindrome non è ancora conosciuta ma ne soffre ben il 10% della popolazione dei paesi occidentali. Essa può presentarsi sin dalla giovane età e influisce sulla qualità della vita anche se non gravemente. È possibile che questa duri per lungo tempo e in maniera non costante; spesso lo stato d’animo del periodo e i rapporti con il mondo esterno influiscono sull’intensità dei sintomi. Gli stimoli stressanti (ad esempio le situazioni frustranti) vengono vissuti in maniera diversa da ciascuno di noi e si sfogano nella pancia provocando fastidi, cambiamenti nella consistenza delle feci, addirittura dolore (ad esempio quando proviamo una forte paura è possibile sviluppare diarrea).

I disturbi che le persone riferiscono sono principalmente dolori addominali con crampi accompagnati a evacuazione. L’evacuazione stessa può essere differente con cambiamenti nella consistenza delle feci. E’ possibile anche che si alternino periodi in cui le feci sono molli e le evacuazioni frequenti a periodi di forte stitichezza.

A seconda dell’età di presentazione di questi disturbi è necessario escludere la presenza di patologie organiche. In una persona con più di 50 anni è necessario escludere in primis il cancro del colon, che ha esordio subdolo e presenta sintomi molto simili alla sindrome da irritabilità; esso può essere diagnosticato in tempo o addirittura prevenuto eseguendo una colonscopia; mentre nei giovani è più raro e, quindi, è più probabile un’alterazione della funzione del colon.

Altre patologie organiche da indagare sono le coliti infettive, che si contraggono mangiando cibi contaminati che evolvono in gastroenterite acuta che si manifesta con dolori di pancia e diarrea e a volte vomito. Essa si esaurisce due-tre giorni circa spontaneamente. In questi casi, anche se esistono farmaci antidiarroici, come la loperamide, e’ meglio non assumerli e lasciare che l’organismo si ripulisca in modo naturale, non frenando gli episodi diarroici che consentono l’eliminazione delle tossine e bevendo molto tenendosi idratati.

Anche l’alimentazione può essere spesso correlata al dolore addominale. Le intolleranze al lattosio o al glutine possono aumentare le contrazioni dell’intestino dando dolore. Anche il cioccolato, le spezie e gli insaccati possono irritare l’intestino provocando crampi. In tal caso iniziare una dieta adeguata, escludendo tali elementi o limitarli può aiutare a ridurre i dolori.

Altre coliti su base organica sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa) che si presentano intorno ai 30-40 anni, la cui causa non è nota, ma alterano la mucosa intestinale e altri tratti dell’apparato gastroenterico. La terapia è spesso chirurgica, oppure tramite l’utilizzo di farmaci quali la mesalazina o immunosoppressori

Più rare cause di dolore addominale e diarrea sono la colite ischemica (determinata da una riduzione della quantità di sangue all’intestino per cattivo funzionamento delle arterie intestinali con conseguente danno alle pareti intestinali), la colite pseudomembranosa (detta colite da antibiotici, che possono alterare l’equilibrio della flora batterica normalmente presente nell’intestino) e la colite microscopica (provocata dall’accumulo di sostanze e cellule visibili solo al microscopio, altera la parete dell’intestino stesso).

Come può essere spiegata la colite?

La teoria dei 2 cervelli sostiene che mentre il cervello è l’organo deputato ai pensieri, l’apparato gastro-intestinale sarebbe il punto più sensibile per i conflitti tra emozioni e pensieri. Nell’intestino, infatti, sono presenti cellule neuronali che influenzate da fattori fisici e da vari stimoli (come le emozioni) rilasciano il 95% della serotonina totale sprigionata dall’organismo. La serotonina è il neurotrasmettitore che regola l’umore, il suo cambiamento e le informazioni che vengono inviate direttamente al sistema limbico del cervello, che ha il compito di rielaborale. Quando le emozioni hanno un tratto negativo, e sono associate a stati di tensione e di ansia o di paura, il cervello invia all’intestino “l’ordine” di rilasciare altra serotonina per gestire il surplus emotivo. Questo meccanismo, però, ha delle conseguenze sul funzionamento dell’apparato digestivo: nausea, dolori addominali, crampi, improvvise scariche diarroiche.

Il secondo cervello (l’intestino) possiede una memoria molto attenta: basta uno stimolo conosciuto, anche inconsapevole, per innescare reazioni fisiche.

La sindrome del colon irritabile (o colite), dunque, è ormai considerata un disturbo a base non organica e fa parte dei disturbi psicosomatici, dove condizioni di malessere psicologico vanno a provocare problemi a livello organico, in varie sedi del nostro corpo.

Come stare meglio se si soffre di sindrome da irritabilità dell’apparato gastro-intestinale?

  • fissare un primo colloquio psicologico/psicoterapeutico per andare a identificare le componenti emotivo-relazionali implicate in questo disturbo– seguire una dieta ricca di acqua (che ammorbidisce le feci, favorendo l’evacuazione) e fibre insolubili, contenute nei cereali e in alcuni ortaggi che espandendo le pareti dell’intestino impediscono l’insorgenza dei crampi.
  • evitare eccesso di grassi che può peggiorare i sintomi della colite
  • limitare cibi ricchi di zucchero, dolcificanti dietetici, bibite gassate, cioccolato, salse piccanti e piatti troppo elaborati.
  • utilizzare alimenti probiotici, ricchi di batteri “buoni”, perché capaci di riequilibrare e rinforzare la flora batterica del colon.
  • se all’origine vi è una forte componente emozionale (stress) la dieta dovrebbe essere povera di alcol e caffè ed è consigliabile evitare il fumo.
  • praticare regolare attività fisica e delle pause salutari, lontano dalle fonti di stress
  • assumere farmaci che riducono i crampi, chiamati antispastici. Se non sufficienti si passa a antidepressivi triciclici che innalzano la soglia del dolore e regolano la serotonina che, come spiegato sopra, regola l’umore e controlla le contrazioni e le secrezioni dell’apparato digerente.

Il nostro intervento

Il disturbo somatico e il disturbo psicologico sono due aspetti dello stesso nucleo. Noi accogliamo questo nucleo nella sua interezza, con le sue dinamiche interne ed esterne. Insieme andiamo a riconoscere e prendere consapevolezza dei meccanismi che provocano il disturbo, osservando come si ripercuote sul piano cognitivo, quello emotivo e quello corporeo e come questo influisce sul funzionamento relazionale nel quotidiano con l’obiettivo di poterlo poi gestire.

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