Mantenere attiva la memoria

di Chiara Paterlini

Tutte le attività che svolgiamo nel corso della giornata, siano esse volontarie o automatiche, necessitano di tutta una serie di strategie e abilità mentali per essere attuate e portate a termine. Queste abilità possono essere concepite come un serbatoio cognitivo, il cui carburante è composto, tra le altre, da memoria, attenzione e concentrazione. Ognuno di noi può fare esperienza quotidiana di piccole dimenticanze: andare in una stanza e non ricordarsi come mai, dimenticare il codice di accesso a un servizio o a una delle proprie carte, perdere il filo della conversazione mentre si parla con qualcuno.  Talvolta queste difficoltà diventano altamente disturbanti e creano malessere e preoccupazione per lo svolgimento della vita quotidiana. In tali circostanze, si decide di recarsi dal medico di famiglia o da uno specialista per riferire quanto accade e identificare una causa delle problematiche di memoria e di attenzione riscontrate. Tra le cause più frequenti di un calo nelle capacità di memoria e concentrazione ritroviamo disturbi di ansia e di depressione. Escludendo però tali disturbi, quelli neurologici e le naturali difficoltà date dall’avanzare dell’età, si tratta spesso di normali defaillance.  In questo caso, possiamo considerare come cause la stanchezza e la motivazione. Quando siamo affaticati dalla giornata di lavoro appena trascorsa o da periodi di studio che richiedono il dispendio di risorse cognitive, le nostre capacità di memoria e concentrazione vacillano, proprio come una macchina che ha finito il carburante, non parte! Parallelamente, una mancanza di interesse per quello che si sta facendo non consente di svolgere quel dato compito in maniera ottimale, piuttosto lo si fa con svolgiatezza, né di apprezzarne i risultati una volta portato a termine. Anche l’assenza di una pianificazione, infine, impedisce un’adeguata concentrazione sul compito. Sapere perché si sta svolgendo un’azione e come si inserisce all’interno di un piano preciso permette di affrontare anche i momenti più noiosi. Dunque, un aspetto che è necessario considerare è lo stretto legame tra memoria, concentrazione e motivazione; considerando quanto detto sinora, la mancanza di motivazione e di concentrazione possono portare alle dimenticanze di cui si parlava prima e a vissuti di frustrazione costante e crescente.

COME AIUTARE LA MEMORIA E LA CONCENTRAZIONE

Ci sono molti manuali e corsi che insegnano come allenare la memoria e la concentrazione. Qualche suggerimento in proposito è utile. È senz’altro corretto consigliare di lavorare in un ambiente con poche fonti di distrazioni e che permetta di focalizzare tutte le risorse attentive sul compito da svolgere; così come di dormire un giusto numero di ore, di praticare un’attività fisica regolarmente e di combattere le fonti di stress. Suggerimenti utili, ma forse non esaustivi se non si comprendono i motivi che hanno portato a tali difficoltà.

Identificare le cause delle proprie difficoltà di memoria e concentrazione, quando percepite come rilevanti, è importante al fine di individuare gli interventi terapeutici più opportuni. Un colloquio esaustivo con il proprio medico di riferimento può far emergere possibili fattori di stress che prima non erano considerati, così da indirizzare l’invio allo specialista più idoneo per un approfondimento diagnostico (psichiatra, psicologo, neurologo o altro specialista). Qualora emergano vissuti di ansia, depressione o stress come fattore rilevante in associazione alle difficoltà cognitive, lo svolgimento di consultazioni psicologiche e di un percorso psicoterapico può far regredire tali difficoltà.

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