Omega 3 e attività sportiva

di Barbara Fariello

Lo sportivo, sia amatore che professionista, può trarre beneficio dall’assunzione di omega 3: le caratteristiche di questi nutrienti, infatti, possono essere un valido aiuto per l’atleta per mantenersi in forma e tenere un alto livello prestativo. Chi svolge attività sportiva è esposto, più di altri, alle infiammazioni sia a livello locale che generale. Sono stati misurati i “marker infiammatori” (ovvero delle molecole che si trovano nel sangue e che danno la misura dell’infiammazione di un soggetto): molte ricerche e diversi studi hanno confermato come un’assunzione regolare di EPA e DHA riesca a mantenere controllata l’infiammazione generata dall’attività sportiva. Gli omega 3, inoltre, sono un utile supplemento per tutte le persone in sovrappeso che iniziano a fare sport per perdere peso: oltre a proteggere dagli stati infiammatori gli omega 3 aiutano a controllare meglio i livelli di zucchero e di colesterolo ematici, facilitando la perdita di massa grassa. Ancora più interessante che dimostra l’importanza degli omega 3, è uno studio dell’Università di Toronto che ha coinvolto per tre settimane 30 atleti uomini con un’età media di 25 anni e con un programma di allenamento di circa 17 ore a settimana. I soggetti sono stati divisi in due gruppi: chi riceveva un’integrazione di omega-3 e chi assumeva un placebo. L’assunzione aggiuntiva di omega-3 ha comportato un incremento del 20% della funzionalità muscolare della coscia e una notevole riduzione della fatica. In senso lato, a conclusione della ricerca, gli studiosi canadesi hanno affermato come un’integrazione di acidi grassi omega-3 possa migliorare le capacità neuromuscolari.
A ciò si aggiunge uno studio polacco durato tre settimane che ha coinvolto dei ciclisti professionisti. I soggetti, anche in questo caso, sono stati divisi tra coloro a cui era destinata una dose extra di omega-3 e coloro che dovevano assumere del placebo. In questo caso, gli scienziati polacchi hanno osservato una correlazione tra omega-3 e una maggior concentrazione di monossido di azoto, fattore fortemente connesso a un miglioramento dei meccanismi cardiovascolari e, di conseguenza, delle performance sportive dei ciclisti. Sicuramente risulta fondamentale riuscire a mantenere un perfetto equilibrio fra acidi grassi omega-3 ed omega-6 nell’alimentazione. Per gli adulti, un consumo adeguato di EPA e DHA dovrebbe essere almeno di 500mg/die come somma dei due. In generale si raccomandano due-tre porzioni di pesce grasso alla settimana (approssimativamente 1,250 mg. di EPA e di DHA al giorno) per il trattamento di determinati stati di salute; in alternativa è possibile assumere 1-2 g di olio di pesce ultra concentrato e purificato al dì. In genere gli omega-3 contribuiscono a ridurre l’infiammazione mentre la maggior parte degli omega-6 tendono a promuovere fenomeni infiammatori. E’ chiaro quindi come un equilibrio inappropriato tra questi acidi grassi essenziali possa avere degli effetti nocivi. Un adeguato apporto alimentare può, invece, aiutare a conservare e persino a migliorare lo stato di salute. Un’alimentazione sana dovrebbe contenere una quantità di omega-6 approssimativamente 1-3 volte maggiore rispetto agli omega-3. La tipica dieta occidentale tende a contenere in media 10 volte più omega-6 che omega-3. La stragrande maggioranza dei ricercatori ritengono che questo squilibrio sia alla base della crescente incidenza di disordini infiammatori nei paesi industrializzati. Molti studi indicano che i soggetti che seguono questo tipo di alimentazione sono meno soggetti allo sviluppo di malattie cardiache.

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