Lombalgia

di Davide Mandelli

La lombalgia (il mal di schiena nella sua parte più bassa) è un problema che accomuna molti Italiani. Circa l’80% della popolazione adulta ha sofferto almeno una volta di questo disturbo. Le persone maggiormente colpite sono quelle comprese tra i 30 e i 60 anni, ma sempre più frequenti sono anche le lombalgie che colpiscono i ragazzi e le ragazze in età scolastica.

La regione lombare della colonna vertebrale è composta da 5 vertebre, separate tra loro dalla presenza del disco intervertebrale, e sono disposte a formare una curva a concavità posteriore, definita lordosi. Queste vertebre si trovano nella porzione inferiore della colonna e sono di conseguenza sottoposte a un carico maggiore rispetto alle vertebre della regione dorsale e cervicale.
Il ruolo del disco intervertebrale è proprio quello di ammortizzare queste forze che si scaricano sulle vertebre, non ultima, la forza di gravità. Le cause della lombalgia possono essere svariate e spesso, l’insorgenza è in relazione a posture non corrette (davanti al monitor, sui banchi di scuola, in automobile), o a grandi sforzi e movimenti improvvisi (come il classico “colpo della strega”). Il dolore si può manifestare in modi differenti a seconda delle cause che lo hanno scatenato; può essere percepito come un dolore a fascia orizzontale o un dolore ben localizzato e trafittivo, può essere costante o intermittente, acutizzato da movimenti particolari o presente anche a riposo.

Come interviene l’osteopata?

Attraverso la valutazione generale dell’intero corpo, l’osteopata valuta quali sono le strutture che in quel preciso momento stanno condizionando lo stato di salute del paziente, ponendo attenzione soprattutto alla biomeccanica delle vertebre lombari, alle articolazioni adiacenti (le vertebre adiacenti, il bacino, l’anca), ma anche quelle più lontane, in particolare quelle degli arti inferiori. Valuta la presenza di interferenze viscerali in quanto alcuni visceri come l’intestino sono anatomicamente in relazione con la faccia anteriore delle vertebre lombari, altri invece hanno relazioni di tipo neurologico, come quelli del sistema uro-genitale. Vengono tenute in considerazione anche le possibili abitudini scorrette e i traumi, anche lontani nel tempo, che possono giocare un ruolo importante nell’insorgenza del dolore. Al termine della valutazione, l’osteopata interviene con approcci manuali specifici, con l’obiettivo di riportare le strutture disfunzionali ad esprimersi con un corretto e fisiologico movimento.

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